Altri casi clinici tiroide

I CASI CLINICI RIPORTATI NON SONO AGGIORNATI PER MANCANZA DI TEMPO.
MOLTI ALTRI CASI CLINICI ASPETTANO DI ESSERE PUBBLICATI, E SPERIAMO DI AVERNE IL TEMPO QUANTO PRIMA.
NEL FRATTEMPO, CONSIGLIAMO DI VISIONARE LE TESTIMONIANZE, CHE SONO MOLTO PIU' FACILI
DA AGGIORNARE, POICHE' SI TRATTA DI UN SEMPLICE COPIA E INCOLLA.

La pubblicazione dei casi clinici ha, come scopo principale, quello di dare a tante persone la possibilità di essere informate della validità delle cure biologiche nella cura delle malattie della tiroide...

Per avere un quadro più completo ed esaustivo esplora la sezione "Universo Tiroide" cliccando qui.

PREMESSA

- in questo documento sono descritti solo ed esclusivamente casi clinici  di cui abbiamo la completa e dettagliata documentazione (fotocopie o originali di ecografie, analisi del sangue, ricoveri, ecc.).

- nessun caso clinico riportato è descritto più di una volta (ad esempio, un caso guarito di ipotiroidismo e tiroidite è riportato una volta sola, o nei casi di guarigione da ipotiroidismo o nei casi di guarigione da tiroidite e non in entrambi).

- i  casi clinici sono pubblicati in rispetto alla legge sulla privacy.

- abbiamo cercato di dividere i vari casi clinici in gruppi, anche se si tratta di una forzatura, in quanto molti pazienti presentavano casi complessi (ad es. noduli + ipotiroidismo oppure tiroidite + noduli oppure tiroidite + ipotiroidismo oppure tutte e 3 le patologie insieme).
Di conseguenza molti casi potevano figurare in vari gruppi, ma abbiamo dovuto scegliere di descriverli sotto una sola voce.
Per questo è consigliabile leggere tutti i casi pubblicati.

Per i più pigri o per chi non ha tempo di leggere tutti i casi clinici pubblicati abbiamo pensato di descriverne alcuni alla fine di questo documento: non abbiamo scelto i casi più importanti, ma una decina di casi che sintetizzano le varie problematiche legate alla tiroide. 

Prima, però, diamo i titoli dei vari gruppi di casi clinici, invitando, chi è interessato, a leggerli con attenzione nei documenti specifici (clicca sulle singole voci)...

1)   casi di guarigioni da tiroidite 

2)   casi di guarigioni da Ipotiroidismo 

3)   casi di guarigioni da Ipertiroidismo

4)   noduli curati con la Medicina  Biologica

5)   tiroide guarita nonostante gli anticorpi alti

6)   riabilitazione della tiroide dopo l'ormone

7)   analisi contrastanti tra loro

8)   pazienti sani, a vita sotto ormoni

9)   peggioramenti nonostante l'ormone

10) tiroide e gravidanza

 

ALCUNI CASI CLINICI

Questi casi sono solo una piccola parte di quelli pubblicati: consigliamo la lettura anche di tutti gli altri casi clinici.

1) ragazza nata nel 1978, venuta in prima visita il 28 settembre 2005 con diagnosi di ipotiroidismo e tiroidite autoimmune, per cui assumeva  75 mcg di ormone tiroideo dal 2004.
Il caso era particolarmente difficile poichè, nonostante gli ormoni, il TSH era sempre alto e la prospettiva era quella di aumentare sempre di più la dose, tanto è vero che le era stato proposto di portarlo a 100.
Le ultime analisi fatte prima di venire in cura, effettuate il 15 settembre 2005, evidenziavano un TSH a 5.84 (per valori normali fino a 4.20), nonostante 75 mcg di ormone...
Addirittura, la paziente riferisce in cartella clinica che il TSH era andato sempre aumentando "nonostante l'eutirox".
Inoltre, l'ormone non era servito neanche ad abbassare gli anticorpi.
La prospettiva non era certo rosea.
Chi si intende di "riabilitazione della tiroide" sa quanto sia  difficile far abbassare il TSH abbassando, nel contempo, anche l'ormone.
In ogni modo, siamo riusciti a far ripartire la funzione della tiroide, ed anche in breve tempo: la paziente ha sospeso gli ormoni il 1 maggio 2006.
Anche ultime analisi portate in visione, effettuate il 21 agosto del 2007, cioè oltre un anno dopo, mostrano valori nella norma, con un TSH  a 4.68 (v.n. fino a 5) ed ormoni perfetti.
Anche gli anticorpi tendono ad abbassarsi, specie gli anti-tireoglobulina, scesi da 10000 a 3000.
Questo caso clinico è particolarmente interessante anche perchè è stato ottenuto dovendo fare i conti con una paziente non molto affidabile nel seguire il protocollo di cura prescrittole.
Peraltro, la paziente  era anche vegetariana e questo rappresentava un altro handycap alla cura del suo ipotiroidismo.
Questo primo caso dà già un'idea di quali siano le potenzialità delle cure della Medicina Biologica e Integrata.

2) Caso molto difficile e complesso di una signora di 46 anni all'epoca della prima visita (5 dicembre 2000), con una diagnosi di ipertiroidismo con tiroidite di Hashimoto.
In realtà, riferendoci alle ultime 3 analisi, effettuate a luglio, ottobre e novembre 2000, e portate in visione in prima visita, il quadro era molto più complicato perchè la paziente era affetta da altre numerose e serie patologie: asma allergico con Ig E a 5161 per valori normali fino a 200, insufficienza renale seria con diuresi inferiore a 500 ml/die e clearance bassissima della creatinina, ipertensione e, infine, positività degli anticorpi anti-nucleo.
Tra le altre cose, era anche stata operata di tumore al colon.
Anche a livello tiroideo le analisi erano molto particolari: infatti, accanto a un TSH  costantemente a  0,00  o  0,01 (segnale di forte ipertiroidismo), e accanto a valori degli anticorpi anti-TPO costantemente oltre i 1000 (segnale di tiroidite), i valori degli ormoni tiroidei erano particolarmente ballerini, a volte molto elevati, come a ottobre, a volte molto bassi, come a novembre; mai, però, nella norma!
Un quadro molto difficile, anche per le varie medicine (ormone tiroideo compreso) che era costretta a prendere e per tutti i sintomi che si possono immaginare, a cominciare dalla fortissima stanchezza.
Le fu proposto, innanzitutto, un piccolo periodo di digiunoterapia per "ripulire e resettare" il più possibile il suo organismo, abolendo tutte le medicine che prendeva, eccetto l'ormone tiroideo che avremmo scalato successivamente.
Successivamente le furono prescritte le terapie biologiche idonee al suo caso.
In primavera, al di là del fatto che aveva ritrovato la salute, le analisi della tiroide erano perfette sotto tutti i punti di vista: TSH a 1.52, FT3 a 1.98, FT4 a 8,73, anticorpi anti-TPO a 40 (v.n. fino a 50).

3) signore di 45 anni all'epoca della prima visita, avvenuta il 30 settembre 2004, con diagnosi di tiroidite di Hashimoto.
Le analisi portate in visione, risalenti a 3 mesi prima, denotavano alti valori degli anticorpi anti-TPO (829 per valori normali fino a 70), oltre ad un lieve aumento anche degli anticorpi anti-TG (168 per valori normali fino a 70).
Messo in cura con la Medicina Biologica, tutti i valori sono rientrati nella norma già nel mese di febbraio 2005 e nelle ultime analisi, del 20 dicembre 2005, i valori degli anticorpi continuavano ad essere perfetti, con gli anti-TPO a 60 (per valori normali fino a 80) e gli anti-TG a 39 (per valori normali fino a 130).

4) signora di 64 anni, scomodatasi dalla lontana Trieste per venire a curarsi nel nostro Centro Medico.
Viene in prima visita il 7 novembre 2006 con diagnosi di forte ipotiroidismo e tiroidite autoimmune: non solo il suo TSH era molto alto, ma anche l'FT3 e l'FT4 erano molto bassi.
Ad esempio, il 14 giugno 2006 il TSH era 24.93 e il 5 ottobre 2006 era 21.65 (v.n. fino a 4.20).
Nelle stesse analisi l'FT3 era 2.50 e 3.8 (v.n. da 3.10 a 6.80) e l'FT4 era 4.90 e 9.84 (v.n. da 12 a 22).
Come se non bastasse, gli anticorpi anti-tireoglobulina erano a 1350 circa in entrambe le analisi citate.
Nonostante questa situazione, la paziente rifiuta di assumere l'ormone a vita e viene in cura nel nostro centro.
Già il 7 dicembre 2006, dopo neanche un mese di cura, il TSH scende a 12.12 e gli ormoni iniziano a salire.
Il 5 maggio 2007 il TSH scende ulteriormente a 6.5, sempre con gli ormoni in ulteriore crescita.
Infine, l'11 settembre 2007, il TSH scende a 4.56 e gli ormoni si regolarizzano (FT3 a 5.06 ed FT4 a 12.48); non solo, ma anche gli anticorpi anti-tireoglobulina si sono gradualmente abbassati, prima a 989 e poi a 744.
Bisogna considerare anche che questa paziente ci ha riferito di non aver seguito alla lettera le indicazioni terapeutiche, altrimenti avremmo raggiunto la meta anche prima e meglio...

5) ragazza nata il 12 luglio 1982, giorno mitico per gli appassionati di sport, in quanto l'Italia divenne campione del mondo di calcio in Spagna.
La ragazza, a soli 13 anni, si ammala di tiroidite di Hashimoto e inizia a prendere l'ormone tiroideo.
Viene in prima visita l'11 ottobre 2002 e, a quei tempi, gli anticorpi anti-TPO erano quasi sempre superiori a 3000, con un picco massimo di 8845 per valori normali fino a 60.
Tutto questo nonostante l'ormone.
I genitori della ragazza, pur essendosi accorti che l'ormone aveva solo peggiorato le cose, continuavano a darglielo perchè l'endocrinologo gli aveva detto che non poteva farne a meno, altrimenti sarebbe andata incontro ad un forte ipotiroidismo.
Questo assioma, secondo cui  gli anticorpi  "si mangierebbero" la tiroide, portandola ineluttabilmente incontro ad un ipotiroidismo, è una cosa risaputa da tutti i pazienti con tiroidite.
Ma questo caso, come molti altri citati nel nostro sito, dimostra che questo assioma non ha basi reali; in altre parole, una tiroide, se ben curata, può funzionare alla perfezione, nonostante gli anticorpi.
Infatti, alla ragazza sono stati gradualmente eliminati i 50 mcg di ormone e la tiroide è stata perfettamente riabilitata, con il TSH e gli ormoni che continuano ad essere perfetti: le ultime analisi, portate in visione nell'ultima visita del settembre 2005, mostravano un TSH perfetto a 1.23 ed ormoni nella norma.
Per la cronaca, gli anticorpi erano scesi a 2000, e comunque non impedivano una perfetta funzionalità della ghiandola.

6) la signora in questione, di 52 anni, venuta in prima visita il 1 luglio 2006, aveva una diagnosi di ipotiroidismo con tiroidite di Hashimoto: la penultima analisi del novembre 2005  mostrava anticorpi anti-TPO a 2592.5 (n.b. per valori normali fino a 12 !!!), mentre l'ultima analisi del marzo 2006 mostrava un valore di 8911.2, sempre per valori fino a 12.
Non c'è che dire, si trattava di valori elevatissimi !
Messasi in cura con il nostro metodo, ha effettuato nuove analisi il 27 settembre 2006, le quali hanno mostrato anticorpi anti-TPO completamente azzerati.
N.B. : il laboratorio, di Torino, accreditato dal SSN (servizio sanitario nazionale), ha ritenuto opportuno ricontrollare i valori delle analisi, confermando la scomparsa totale degli anticorpi.

7) signora nata nel 1955, viene a studio medico il 24 gennaio 2006, intenzionata a curare i suoi noduli tiroidei, a sospendere l'uso dell'ormone (ne assumeva 75 mcg dal 1998) e a perdere i 4-5 chili che aveva preso negli ultimi tempi (pesava 63 chili, mentre il suo peso ideale era sempre stato 58).
Le ecografie portate in visione denotavano 3 noduli, 2 a destra di 18 x 10 e 5.5 mm, uno a sinistra di 10 mm.
Messa in cura, raggiunge tutti e 3 gli obiettivi che si era prefissata, arrivando a pesare 58 chili ad aprile 2006, scalando gradualmente l'ormone ed eliminandolo definitivamente nel dicembre 2006 (ovviamente con analisi perfette) e, infine, effettuando l'ultima ecografia, il 7 settembre 2007, in cui era sparito il nodulo nel lobo di sinistra, mentre a destra residuavano 2 piccoli noduli contigui di 5 mm.
Considerando che la sua paura era quella dell'asportazione della tiroide, la paziente ha tirato un bel respiro di sollievo.

8) giovane signora di 33 anni, viene in prima visita il 17 settembre 2003 con diagnosi di ipotiroidismo e tiroidite di Hashimoto.
Le ultime, varie analisi effettuate nella prima metà del 2003 mostravano un TSH stabilmente al di sopra della norma (per valori normali fino a 3.00, il TSH era 8.40 in gennaio, 5.20 in marzo, 5.40 in aprile, 5.80 in giugno), nonostante la ragazza assumesse forti dosi di ormoni, che l'endocrinologo aumentava di volta in volta.
Il 17 settembre, in prima visita, la signora assumeva 137,5 mcg di ormone, cioè una pasticca da 100 + mezza pasticca da 75.
Al nostro Check-up funzionale trovammo notevoli squilibri energetici e metabolici, in particolare uno stato di notevole tendenza ipo-ossidativa (vedi "Nutrizione Superiore") e, se non avessimo corretto tale squilibrio, non avremmo avuto alcuna possibilità di guarire l'ipotiroidismo.
La cura di uno squilibrio energetico così forte necessita di più punti di attacco, dalla biorisonanza alle varie terapie biologiche, fino allo specifico protocollo nutrizionale per l'ipotiroidismo.
I primi frutti furono visibili già il mese successivo: infatti, alle analisi del 24 ottobre 2003, il TSH si era normalizzato a 1.8 e questo rappresentava un doppio successo, in quanto in prima visita avevamo già diminuito la dose di ormone da 137.5 a 100 mcg.
Chi si intende un pochino di tiroide sa benissimo che, se si abbassa il dosaggio dell'ormone sintetico, soprattutto a chi già è in ipotiroidismo, il TSH sale immediatamente alle stelle.
Fu un doppio successo perchè già sarebbe stato un grande risultato far rientrare il TSH mantenendo l'ormone a 137,5 mcg, figuriamoci abbassandolo a 100.
Successivamente la paziente fu informata del fatto che, man mano che avremmo scalato l'ormone, il TSH si sarebbe momentaneamente potuto rialzare, ma che tale evenienza è normale quando si scala l'ormone stesso.
Così, nel corso dei mesi successivi continuò la "riabilitazione" della tiroide, passando prima a 75 mcg nel novembre 2003, poi a 50 mcg nel marzo 2004, poi a 25 mcg nel settembre 2004 e, infine, sospendendo completamente l'ormone nel luglio 2005, dopo le ultime analisi, effettuate il 13 giugno 2005, che mostravano un TSH perfetto a 1.9, così come anche gli ormoni tiroidei.
Di questo caso di ipotiroidismo abbiamo descritto solo la parte riguardante gli esami clinici, ma ricordiamo sempre che dietro ogni caso c'è sempre un essere umano con una propria storia.
Nel caso di questa paziente, come avviene quasi sempre, l'assunzione dell'ormone tiroideo aveva causato anche alcuni effetti indesiderati tra i quali palpitazioni, insonnia, tachicardia, ma anche un sovrappeso di oltre 10 chili, portandola dal suo peso standard di 49 - 50 kg ad oltre 60 kg.

9) signora di 41 anni all'epoca della prima visita, avvenuta l'11 gennaio 2005.
Questo caso viene descritto nella sezione riguardante l'ipertiroidismo, anche se la prima diagnosi è stata "gozzo multinodulare", con il nodulo maggiore di 25 mm. alla prima ecografia.
Nell'ultima analisi effettuata prima di venire nel nostro Centro Medico, fatta il 7 dicembre 2004, il TSH era a 0,06 e le ultime 2 ecografie confermavano la presenza di vari noduli, che andavano anche un pò aumentando (il più grande era di 30 x 20 x 15 mm).
Come terapia in atto, la paziente assumeva una compressa e mezza di tapazole e 125 mg di ormone tiroideo, il tutto da ben 5 anni.
Nel 2000, in occasione di un ricovero, le era stato consigliato di operarsi.
Messa in cura con la Medicina Biologica, sono stati gradualmente diminuiti i farmaci, e poi eliminati ( il tapazole nel mese di aprile, l'ormone tiroideo nel mese di agosto ).
Tutte le analisi effettuate nell'anno 2005 sono sempre risultate perfette, comprese le ultime, fatte nel mese di ottobre, prima della pubblicazione del caso.
Anche l'ultima ecografia era migliorata, secondo il parere espresso dall'ecografista, il quale, essendo anche a conoscenza delle scelte terapeutiche della paziente, non ha potuto che prendere atto dei risultati e complimentarsi con la signora.

10) caso particolare di una ragazza nata nel 1982, affetta da ipotiroidismo.
Viene in visita l'8 novembre 2005, dopo aver inutilmente tentato di curarsi con costosissime medicine naturali, omotossicologiche ed omeopatiche, 9 in tutto, anche sotto forma di punture: il TSH continuava a restare elevato.
Messa in cura con il nostro metodo, evidentemente molto più "globale" rispetto ai semplici rimedi omeopatici (vedi, ad esempio, il concetto di tipologia metabolica), è subito guarita.
Infatti, alle analisi del 4 gennaio 2006 il TSH era già normalizzato a 2.280, così come anche nelle analisi portate in visione nell'ultima visita del 22 settembre 2006, quando il valore era a 2.580.
Un ipotiroidismo risolto in modo semplice ed elementare, semplicemente correggendo la tipologia ossidativa della giovane paziente.
E pensare che, a voler seguire i protocolli classici, avrebbe dovuto prendere l'ormone tiroideo per tutta la vita...

11) ragazza di 39 anni, viene in prima visita il 3 luglio 2006 con diagnosi di tiroidite fatta mediante l'ultima ecografia, secondo la quale "la tiroide è diffusamente aumentata di volume, con aree ipoecogene più estese a destra". 
Messa in cura, effettua una nuova ecografia, peraltro con lo stesso operatore, la quale evidenzia "lobi tiroidei di volume normale, senza lesioni nodulari". 

12) ragazza del 1971, ha la diagnosi di ipotiroidismo nel luglio 2006, con il TSH a 12.290 (v.n. fino a 4.2) e l'FT4 a 8.92 (v.n. da 9.30 a 17).
La paziente si rifiuta di prendere l'ormone sintetico ed inizia a curarsi con cose "naturali" (alghe ed altro), ma senza risultati, visto che il TSH e l'FT4 peggiorano a 14.930 e 8.48.
Viene in prima visita il 24 novembre 2006 ed inizia le nostre cure; già in gennaio il TSH si abbassa a 5.2 e l'FT4 si normalizza a 10.09.
Le ultime analisi, prima della pubblicazione del caso clinico, effettuate nel mese di maggio 2007, mostrano ormoni tiroidei perfetti e, addirittura, un TSH a 0.26, segno di perfetta guarigione e che, anzi, ci indicava che erano superflue anche le momentanee cure biologiche che la paziente stava effettuando.

13) signora del 1959, viene in prima visita il 27 settembre 2006 con una diagnosi di ipotiroidismo, tiroidite e nodulo tiroideo.
Ci racconta verbalmente che nel 1992 Le fu riscontrato un TSH elevato, e da lì la prima diagnosi di ipotiroidismo.
Da allora assumeva l'ormone tiroideo, a vari dosaggi; il giorno della prima visita stava a 125 mcg, anche se Le avevano dato già 150 mcg, che però la paziente non sopportava.
L'ecografia portata in visione parlava di "tiroide ai limiti inferiori della norma, con 11 e 10.7 mm di spessore".
Per finire, aveva anche gli anticorpi elevati.
Insomma, sembrava un caso "impossibile" da riabilitare, considerando le ridotte dimensioni della ghiandola, poi il fatto che assumeva da 14 anni grandi quantità di ormoni e, infine, che aveva gli anticorpi alti.
Però, pian piano abbiamo riabilitato anche questa tiroide, con la collaborazione della brava ed attenta paziente.
L'ormone è stato gradualmente ridotto, e definitivamente eliminato nel mese di marzo 2008.
Le analisi portate in visione a giugno 2008 denotavano un TSH normalizzato a 4.2, ed anche anticorpi ed ormoni erano a posto.
Ancora meglio le analisi del 27 ottobre 2008, con il TSH a 3.4, per valori normali entro 4.500.
Ovviamente anche gli altri parametri continuavano ad essere perfetti e, cosa più importante di tutte, la paziente si sentiva in ottima forma, al contrario di quando era venuta in prima visita.

14) storia di una bimba nata nel 1999, in prima visita il 15 gennaio 2008.
Nel maggio 2007 era stata visitata dalla pediatra perchè negli ultimi mesi aveva preso qualche chiletto; ovviamente la pediatra, non riuscendo a farle dimagrire, ha indirizzato la bimba dall'endocrinologo, il quale ovviamente ha prescritto le analisi della tiroide, al fine di vedere se il problema dipendesse da una disfunzione della ghiandola.
Così, verso la fine del 2007, il 14 dicembre, la bimba effettua gli esami, con i seguenti risultati:
TSH 3.190 (v.n. fino a 4.680)
FT3 8.37 (v.n. da 3.48 a 9.46)
FT4 15.20 (v.n. da 10.00 a 28.20)
Anticorpi anti TPO 81.80 (v.n. fino a 35)
Anticorpi anti TG <20 (.V.N. FINO A 40)
Tireoglobulina 39.60 (v.n. fino a 70)
In sintesi tutto perfetto, eccetto un insignificante, piccolissimo riazo degli anticorpi anti TPO, senza alcun significato patologico.
Ovviamente, ai genitori è stato detto che la bimba ha la tiroidite di hashimoto ed un ipotiroidismo subclinico, invitandoli a mettere subito la bimba in cura con l'ormone.
Così, il destino della piccola sarebbe segnato per tutta la vita, come accade a tante persone.
La fortuna di questa bimba ha voluto che uno dei due genitori avesse un collega al lavoro che aveva curato un ipotiroidismo presso il nostro centro medico, ovviamente senza ormone.
Al momento di prendere in cura la bimba, abbiamo faticato a far capire che si sarebbe trattato solo di prevenzione, perchè la bimba era sana e non malata di ipotiroidismo di Hashimoto.
In ogni caso, anche ammesso che ci fosse stata una piccola predisposizione ad una ipofunzione della tiroide, non era un buon motivo per "condannare" una bimba di 8 anni all'ormone per tutta la vita.
Basterebbe capire che una ghiandola endocrina che fa un pò di fatica (ipotiroidismo) si può curare e riabilitare senza ormoni.