Nuovi casi clinici tiroide I

I CASI CLINICI RIPORTATI NON SONO AGGIORNATI PER MANCANZA DI TEMPO.
MOLTI ALTRI CASI CLINICI ASPETTANO DI ESSERE PUBBLICATI, E SPERIAMO DI AVERNE IL TEMPO QUANTO PRIMA.
NEL FRATTEMPO, CONSIGLIAMO DI VISIONARE LE TESTIMONIANZE, CHE SONO MOLTO PIU' FACILI
DA AGGIORNARE, POICHE' SI TRATTA DI UN SEMPLICE COPIA E INCOLLA.

Ad ogni modo, prima di leggere questo documento, è di fondamentale importanza la lettura di un documento generale riguardante l'Universo Tiroide, in cui troverete anche alcune interviste su Youtube del dr Simeone"tiroide e medicina biologica". 

Per avere un quadro più completo ed esaustivo sulla tiroide, clicca qui ed esplora la sezione "Universo Tiroide".

Ipotiroidismo e tirodiite di Hashimoto

Ragazza nata nel 1999, viene in prima vista il 30 luglio 2014, con una diagnosi di ipotiroidismo. Le analisi portate in visione erano quelle del 20 giugno 2014 con un TSH a 7.20 (v.n. fino a 5.60), con anticorpi anti-TPO a 443 (v.n. fino a 9).
Altre analisi, fatte il giorno precedente, mostravano un TSH a 5.70 (v.n. fino a 5.60), oltre che anticorpi anti-TPO a 351 (v.n. fino a 9).
La famiglia della ragazza era preoccupata soprattutto per la tiroidite, in quanto gli anticorpi così alti lasciavano prevedere un rapido peggioramento dei valori tiroidei. Come sempre, rassicuriamo la paziente e i suoi familiari, ribadendo un concetto che ci sta molto a cuore, e cioè che saremmo stati facilmente in grado di “schermare” la tiroide dagli attacchi degli anticorpi, guarendo l’ipotiroidismo, NONOSTANTE GLI ANTICORPI POTESSERO RESTARE ANCORA ALTI, il che sarebbe coinciso anche con un netto miglioramento dello stato di salute della ragazza.
Rivediamo la giovane paziente il 15 ottobre 2014, e le analisi fatte il 9 ottobre ci danno immediatamente ragione, visto che il TSH si era dimezzato (2.80), e anche gli anticorpi erano scesi da 351 a 202.
Infine, rivediamo la ragazza il 26 gennaio 2015, con analisi perfette (TSH a 2.17 per v.n. fino a 4.20).

Esame citologico passato da Thy 3 a Thy 1

Signora nata nel 1957, viene in prima visita il 29 novembre 2013 con la diagnosi di Tiroidite di Hashimoto e nodulo follicolare classificato THY 3 all’esame citologico (eseguito in data 12 luglio 2013).
Già in precedenza, nel 2007, aveva eseguito ago aspirato con diagnosi citologica THY 2. Messa in cura con il Metodo Broussais, esegue nuovo esame citologico in data 22 gennaio 2014, con il seguente esito: “minuti tralci stromali, materiale ematico ed isolati tireociti normotipici sparsi. THY-1 secondo la British Thyroid Association”.

Ipotiroidismo e noduli tiroidei (scomparsi)

Donna nata nel 1962, viene in prima visita il 10 settembre 2012 con una diagnosi di ipotiroidismo e noduli tiroidei. Porta in visione le analisi del 31 agosto 2012, con un TSH  a 4.85 (v.n. fino a 4.10), e un’ecografia del 28 agosto con 3 noduli (5, 6 e 7 mm).
Messa in cura con il Metodo Broussais, l’ipotiroidismo guarisce subito, con analisi del 15 gennaio 2014 con TSH a 2.76 (v.n. fino a 4.10), ma scompaiono anche tutti i noduli (eco del 28 marzo 2013 che recita: “non si osservano alterazioni focali di tipo nodulare”).

Un caso grave di ipotiroidismo con tireoglobulina alta

“Ragazza” nata nel 1978, viene in prima visita il 7 agosto 2014 con un quadro allarmante, con positività all’HPV 31 e grave ipotiroidismo:  nel mese di aprile, infatti, aveva avuto nausea, grande freddolosità, vertigini, stanchezza, svenimenti, fino al ricovero al pronto soccorso. Effettuate le analisi, il TSH era a 10.40 (v.n. fino a 3.75).  Le propongono immediatamente una dieta senza glutine, lattosio e uova, che però non modifica sostanzialmente il quadro clinico.
Infatti, le nuove analisi del 25 luglio mostravano un TSH a 6.263. Inoltre, la tireoglobulina era a 118.62 (v.n. fino a 55).
Le propongono immediatamente l’ormone tiroideo, che però la paziente si rifiuta di prendere, decidendo di percorrere altre strade, affidandosi al metodo Broussais. Torna in visita nel mese di novembre 2014, affermando di sentirsi molto meglio e “di essere tornata a vivere”.
Il TSH del 1° ottobre era già sceso a 4.04. Torna di nuovo in visita di controllo il 6 maggio 2015 con nuove analisi fatte il 22 aprile che mostrano non solo un TSH rientrato nella norma a 3.11, ma anche la tireoglobulina si era normalizzata a 47.86. Tra l’altro, la ragazza aveva voluto effettuare anche una nuova ecografia, visto che la precedente del 16 luglio 2014 mostrava “aree pseudo nodulari, parenchima diffusamente disomogeneo e irregolare, suggestivo per tiroidite”.
All’atto della nuova ecografia, effettuata il 6 marzo 2015, l’ecografista le chiede “cosa è venuta a fare”, visto che l’ecografia era perfetta.
Ovviamente, la cosa più importante era che questi miglioramenti dei dati clinici corrispondessero con un ritrovato Ben Essere.

Gozzo tiroideo e ipotiroidismo

Ragazzo del 1983, viene in prima visita il 1° dicembre 2014, scrivendo di suo pugno, nella cartella clinica, che i motivi principali della visita erano due, il primo legato alla tiroide (“sensazione di occlusione in gola, sonnolenza e stanchezza”), e il secondo legato alla forza fisica (”ridotta resistenza muscolare agli allenamenti intensivi”).
Le analisi portate in visione del 23 settembre 2014 mostravano un TSH a 4.96 (ma per valori normali fino a 3.6), ed una tiroide enormemente ingrandita (lobo dx 70 mm e lobo sx 62 mm).
Messosi in cura presso il nostro centro medico, torna in visita il 6 maggio 2015 dicendoci di aver avuto un “miglioramento pazzesco del recupero muscolare” ed inoltre di non aver più avuto problemi digestivi e gonfiori.
Inoltre, le analisi erano nettamente migliorate, con un TSH a 3.932 (con valori normali fino a 5.000).
Infine, ed era la cosa più importante, il gozzo tiroideo era diminuito da 70 e 62 fino a valori di 47 e 42 mm.

Una facile e rapida guarigione di una tiroidite di Hashimoto con ipotiroidismo

Signora del 1956, viene in prima visita il 1° dicembre 2014 con diagnosi di ipotiroidismo, visto il TSH a 5.01 (v.n. fino a 4.00) alle analisi del 13 novembre 2014, che mostravano anche anticorpi anti-TPO a 508 (v.n. fino a 35).
Rifiutando l’idea di prendere l’ormone per tutta la vita, decide di curarsi con il Metodo Broussais.
Torna in visita di controllo il 6 maggio 2015, ed era già guarita, con un TSH perfetto a 2.70 (v.n. fino a 4.00) e anticorpi anti-TPO scesi da 508 a 305 (v.n. fino a 35).

Grave ipotiroidismo

Donna quarantenne, viene in prima visita il 19 settembre 2014, raccontandoci di essersi gravemente ammalata di ipotiroidismo alcuni mesi prima (analisi del 17 ottobre 2013 con un TSH a 36.41 (v.n. fino a 4.50), e un FT4 a 5.4 (v.n. da 7 a 17).
Era stata messa subito in cura con 75 mcg di eutirox ma, “fortunatamente” per lei, aveva avuto forti effetti collaterali (tachicardia, insonnia…) che l’avevano spinta a cercare soluzioni terapeutiche diverse dall’ormone sintetico.
Messa in cura con il Metodo Broussais, abbiamo iniziato a riabilitare la tiroide, scalando via via l’ormone, fino a sospenderlo del tutto in data 14 aprile 2015, considerando che le analisi del 3 aprile portate in visione mostravano un TSH a 3.43 (v.n. fino a 4.50).
Come al solito, la cosa più importante è stata che la paziente abbia ritrovato un benessere globale.

Tiroidite e ipotiroidismo

Signora nata nel 1963, viene in prima visita l’8 gennaio 2015 con un TSH a 5.12 (v.n. fino a 4.20) e anticorpi anti-TPO dosabili > 600 (v.n. fino a 34).
Messa in cura con la nostra Medicina Biologica, torna in visita di controllo il 15 aprile 2015 con nuove analisi effettuate il 2 aprile, che mostrano un TSH a 2.1 (v.n. fino a 4.0) e anticorpi anti-TPO da > 600 a 318.

“Ipotiroidismo con tiroide ingrossata e presenza di 2 noduli”

Ragazza del 1979, viene in prima visita il 17 settembre 2014, scrivendo di suo pugno sulla cartella clinica di soffrire di “ipotiroidismo con tiroide ingrossata e presenza di 2 noduli”.
In più, ciclo irregolare.
Le analisi portate in visione, dell’11 agosto 2014, mostravano un lieve ipotiroidismo con un TSH  a 4.17 (v.n. fino a 4.00) e un quadro ecografico del 28 agosto di “tiroidite cronica autoimmune, con ridotto volume ghiandolare e 2 noduli, uno isoecogeno di 1.2 cm a destra, e uno di 0.9 cm a sinistra, iso-ipoecogeno”.
Per questo, le venne prescritto eutirox 50.
Messa in cura, torna in visita di controllo in data 13 marzo 2015, con un TSH a 2.29 (v.n. fono a 4.00), ma soprattutto con una ecografia nettamente migliorata, con la sparizione di uno dei 2 noduli e soprattutto con dimensioni tornate nella norma…

Un ipotiroidismo facilmente curato in pochissimo tempo

Ragazza del 1977, viene in prima visita l’8 gennaio 2014 con la diagnosi di ipotiroidismo, con le ultime analisi dell’8 novembre 2013 che mostravano un TSH a 8.256 (v.n. fino a 4.780) e un FT4 ai limiti inferiori della norma. Messa in cura con il Metodo Broussais, torna in visita di controllo il 23 maggio 2014, con analisi dell’11 aprile con un TSH a 2.269, dicendoci ovviamente anche di sentirsi finalmente molto meglio.

Nonostante l’emitiroidectomia, la mezza tiroide viene riabilitata e guarita eliminando l’ormone

Signora del 1952, viene in prima visita il 21 giugno 2012 con la diagnosi di “noduli tiroidei multipli”. Era stata sottoposta a intervento di emitiroidectomia nel lontano 1979, e assumeva 75 mcg di ormone tiroideo. L’ecografia recitava: “la tiroide residua presenta lobo tiroideo sx di 2.1 cm. Sono presenti alcuni noduli, di cui il maggiore di 2.5 cm, ed altri ulteriori, ad aspetto disomogeneo, verosimilmente colloidocistico, anche in sede paraistmica. Si segnalano, inoltre, altri 2 noduli disomogenei di 1.3 cm. Messa in cura con il Metodo Broussais, iniziamo a riabilitare la ghiandola, abbassando gradualmente l’ormone, nonostante avessimo a che fare con mezza tiroide, per di più piena di noduli. Eliminiamo del tutto l’ormone tiroideo nella visita del 23 giugno 2014, quando la paziente porta in visione delle analisi bellissime, effettuate il 10 giugno, con un TSH a 1.850 (v. n. fino a 5.000), e ormoni perfetti.
L’ennesima dimostrazione di come sia possibile, potendo contare sull’affidabilità del paziente, riabilitare anche una “mezza tiroide” operata 36 anni prima.

Un grave ipotiroidismo

Signora del 1949, viene in prima visita il 29 luglio 2013 con la diagnosi di “grave ipotiroidismo”. Le analisi portate in visione, effettuate il 10 luglio, mostravano un TSH a 34.45 (v. n. fino a 4.95) e un FT4 a 0.66 (v. n. tra 0.70 e 1.50). Non aveva voluto curarsi con l’ormone sintetico, ed aveva iniziato a prendere dei gemmoderivati, prima di rivolgersi a noi. Pian piano il TSH inizia a scendere, arrivando a 6.45 nella visita del 19 novembre 2013, poi a 5.23 nella visita del 9 aprile 2014, e infine a 1.67 nella visita del 27 luglio 2014, con l’FT4 a 0.81. Insieme ai risultati positivi delle analisi, la cosa più importante era lo stato di Ben Essere finalmente ritrovato.

Voleva curare il grave ipotiroidismo senza farmaci

Ragazza nata nel 1978, viene in prima visita il giorno 15 dicembre 2011 con una diagnosi di ipotiroidismo, visto che le analisi del 30 novembre 2011 mostravano un TSH a 18.63 (v.n. fino a 5.5). Aveva deciso di non assumere farmaci, e di curarsi con il Metodo Broussais. Nella visita di controllo del 14 giugno 2012 porta in visione le analisi del 16 maggio precedente, nelle quali il TSH si era normalizzato, arrivando da 18.63 a 4.77 (sempre per valori normali fino a 5.5). Va da sé che erano spariti tutti i sintomi con cui si era presentata in prima visita.

Riabilitazione della funzionalità tiroidea in soggetto con grave ipotiroidismo e tiroidite

Paziente di sesso femminile, nata nel 1991, viene in prima visita il 27 novembre 2013 con la diagnosi di ipotiroidismo. 6 mesi prima aveva accusato estrema stanchezza, apatia, mancanza di concentrazione e memoria, sonnolenza… Effettuate le analisi di rito, si era riscontrato un TSH a 24. Le analisi vengono ripetute il 22 settembre 2013, comprensive di anticorpi, con i seguenti risultati: TSH a 22.980 (v.n. fino a 4.200), e anticorpi anti-tireoglobulina a 328 (v.n. fino a 115).
A questo punto, fatta la diagnosi di ipotiroidismo e tiroidite autoimmune, le vengono prescritti 100 mcg di ormone tiroideo, che però le causano conseguente tachicardia, al punto di dover scendere a 50 mcg. Ma, nonostante i 50 mcg di ormone, le analisi successive del 25 novembre 2013, due giorni prima della visita, evidenziano un TSH comunque elevato, a 6.4.
Nel corso della prima visita, i familiari della giovane paziente ci esternano la loro preoccupazione poiché gli era stato detto che gli anticorpi avrebbero “distrutto” la tiroide e che la ragazza avrebbe dovuto assumere per sempre l’ormone.
Come spesso accade quando ci viene riportato questo concetto secondo cui gli anticorpi “distruggerebbero” la tiroidee, noi rispondiamo sempre che si tratta di un paradigma completamente falso, e che noi avremmo guarito la tiroide della ragazza “NONOSTANTE” gli anticorpi elevati, e che anzi nel tempo potevano addirittura aumentare (visto che salgono e scendono a prescindere da qualsiasi cura), senza impedirci però di guarire la ghiandola.
L’ennesima, facile sfida allo scetticismo di chi è purtroppo condizionato dai falsi paradigmi dell’endocrinologia e degli endocrinologi convenzionali; per assurdo, ci auguriamo di dimostrarlo con la “prova del nove”, sperando che le analisi che via viaavrebbero sancito la guarigione, potessero evidenziare addirittura un peggioramento degli ormoni tiroidei (cosa, ripetiamo, ininfluente, visto che salgono e scendono come pare a loro, senza però impedirci di guarire la persona in toto, e di conseguenza anche la tiroide).
Parte così la sfida.
Mettiamo in cura la ragazza con il Metodo Broussais, ma all’inizio non cambiamo la dose di ormone, informando la famiglia che il primo obiettivo era quello di far normalizzare i valori, cosa che accade subito: infatti il 21 dicembre 2013 il TSH era a 3.300 e gli anticorpi anti-TG erano scesi a 90 e quindi normalizzati). Stessa cosa il 18 gennaio 2014, con un TSH ancora migliore, a 2.240, e anticorpi anti- TG addirittura a 52. Nella visita di controllo del 28 marzo 2014 le abbassiamo l’ormone a 25, per portarlo poi a 12.5 nel mese di luglio, dopo aver visionato le nuove analisi del 30 giugno via mail (visto che la paziente viene da molto lontano) con un TSH a 1.810, e anticorpi anti- TG a 113, dunque sempre normali.
Ovviamente, i familiari erano molto soddisfatti sia dello stato di maggior benessere della giovane paziente, sia dell’andamento del TSH, sia dell’andamento degli anticorpi anti- TG.
La rivediamo in visita medica di controllo il 17 settembre 2014 con le analisi del 9 settembre, che ci mostrano un TSH ancora migliorato, diremmo perfetto, a 1.540, così come gli ormoni tiroidei, la qual cosa ci consente di eliminare del tutto l’ormone, con la certezza di aver riabilitato perfettamente la ghiandola.
Nello stesso tempo, la novità era che gli anticorpi anti-TG erano triplicati, a 360, per v.n. sempre fino a 115.
Siamo stati fortunati, perché abbiamo dimostrato, per l’ennesima volta, che gli anticorpi non hanno nulla a che vedere con la possibilità di curare e guarire l’ipotiroidismo (anche molto grave come in questo caso), a patto di saperlo fare, ovviamente.
Questo caso ne è l’ennesima dimostrazione, e nei tantissimi casi clinici pubblicati ci sono casi di guarigione ed eliminazione dell’ormone anche con valori anticorpali altissimi.

Riabilitazione della funzionalità tiroidea in gravissima tiroidite di Hashimoto e ipotiroidismo e frequente cefalea

Ragazza nata nel 2000, viene in prima visita il 9 gennaio 2013 con la diagnosi di ipotiroidismo e frequente cefalea temporale. Nel 2010 poiché ingrassava, era stata sottoposta ad analisi di routine, che avevano evidenziato un gravissima tiroidite di Hashimoto e ipotiroidismo. Da notare che nel foglio di una visita endocrinologica del 20 maggio 2010 si legge che i valori delle analisi precedentemente effettuate il 15 marzo 2010 erano i seguenti: TSH 7.07, anticorpi anti-TG 2190 (v.n. fino a 60) e anticorpi anti-TPO 6925 (v.n. fino a 60).
Rifatte il 26 aprile, i valori erano: TSH 7.80 e “anticorpi nettamente positivi”, come si legge sul foglio.
Per questo, le erano stati prescritti 25 mcg di ormone tiroideo, portati successivamente 50 mcg (solo sabato e domenica a 25).
Da un foglio di una visita dello stesso endocrinologo, fatta il 21 dicembre 2012, si legge: TSH a 2.4 (con l’ormone), e anticorpi anti-TG e anti-TPO “francamente positivi”.
A quel punto, i genitori della ragazza decidono di curarla in modo diverso e vengono in prima visita nel mese di gennaio 2013.
Facciamo il solito discorso sul fatto che gli anticorpi, pur essendo elevatissimi, non ci avrebbero impedito di guarire la tiroide, e mettiamo in cura la ragazza.
L’ormone viene via via diminuito, fino ad essere eliminato il 2 agosto 2013, nonostante gli anticorpi si mantenessero elevatissimi: infatti, alle analisi del 26 luglio 2013 il TSH fosse a 2.86, con solo 12.5 di ormone, gli anticorpi anti-TPO erano a 5585, e gli anti-TG superiori a 2500, con la solita, grande sorpresa degli interessati, ai quali era stata raccontata la solita storia che gli anticorpi alti distruggono la tiroide (figuriamoci elevatissimi come in questo caso…).
Nello stesso tempo, avvisiamo che nel momento in cui si elimina del tutto l’ormone, fosse anche solo a 12.5, bisogna sempre dare alla tiroide il tempo di “allenarsi a funzionare”, e quindi a volte accade che il TSH si possa MOMENTANEAMENTE (raramente) rialzare un po’, ma senza che questo comporti i sintomi dell’ipotiroidismo: infatti, come sempre accade, la ragazza stava decisamente meglio sotto tutti i punti di vista, compreso il mal di testa frequente, che le era sparito del tutto.
E, infatti, in questo caso il piccolo rialzo MOMENTANEO del TSH c’è stato, con analisi dell’8 novembre a 6.4 (v.n. fino a 5.6), ma con ormoni perfetti.
Gli anticorpi, ovviamente, si mantenevano altissimi: anti-TPO a 1522,70 (v.n. fino a 5.61) e anti-TG a 283.74 (v.n. fino a 4.11).
Rispieghiamo che l’andamento di una riabilitazione tiroidea può anche prevedere un momentaneo (raro) rialzo del TSH, ed invitiamo la ragazza a seguire i nostri consigli.
La rivediamo il 30 settembre 2014 con un TSH a 3.6 (v.n. fino a 5.6), ormoni perfetti, e anticorpi sempre elevatissimi (anti-TPO a 806 e anti-TG a 208).
Ovviamente, è sempre bene dire la cosa più importante, e cioè che la cura di una patologia tiroidea passa sempre necessariamente e solamente attraverso la cura della persona nella sua globalità, ristabilendone l’equilibrio energetico, metabolico e nutrizionale.

Riabilitazione della funzionalità tiroidea e cura di molti altri sintomi

Paziente di sesso femminile, nata nel 1971, viene in prima visita il 17 febbraio 2014 con la diagnosi di ipotiroidismo. Assumeva 50 mcg di ormone tiroideo da 6 anni. All’anamnesi emergono altri sintomi come insonnia, cefalea, stanchezza, grande freddolosità, gonfiore alle gambe, problemi digestivi e un sovrappeso di circa 6 chili (pesava 60 chili a fronte dei suoi abituali 54). Già in prima visita iniziamo a scalare l’ormone a 25 mcg. Effettua la visita medica di controllo il 19 maggio 2014 con un TSH a 3.67 (v.n. fino a 4.60), dicendoci di essere migliorata nel gonfiore, nell’insonnia e nella digestione. Le diciamo che ci saremmo aspettati anche la guarigione della cefalea, ma capiamo subito il perché chiedendole se avesse bevuto abbastanza (la risposta, ovviamente, è stata no). Le abbassiamo l’ormone a 12.50, dicendole che se fosse stata un po’ più ligia avremmo potuto eliminarlo subito. La rivediamo l’11 settembre 2014, con un bel TSH a 2.79, e soprattutto in migliore forma, anche più sgonfia e con 4 chili di meno (nonostante l’estate).
Questo ci consente con grande tranquillità di eliminare l’ormone tiroideo per sempre.

Noduli tiroidei

Signora di 46 anni, ripubblichiamo il caso nel mese di novembre 2013, a 10 anni di distanza dalla prima visita, avvenuta il 21 ottobre 2003, con diagnosi di nodulo tiroideo, che all’ecografia del 19 giugno 2003 era di 32x20x18 mm.  L'ormone le fu subito sospeso e, grazie alle nostre cure, le analisi degli ormoni sono sempre state nella norma, fino al momento della prima pubblicazione del caso clinico (11 gennaio 2006).  Anche l'ecografia della tiroide per la valutazione dei noduli in questi anni si era mantenuta sostanzialmente invariata, mostrando anzi anche un certo  miglioramento, come nell’ecografia effettuata l'11 novembre 2005 con un nodulo di 28 x 19 x 17. Viene da chiedersi come mai, secondo l'endocrinologia, la paziente avrebbe dovuto assumere l'ormone per tutta la vita.  La risposta sarebbe che l'ormone, anche se non cura i noduli, li "tiene sotto controllo". Ma questo caso e tanti altri casi dimostrano che i noduli si possono tranquillamente tenere a bada anche senza utilizzare gli ormoni. Anzi, come già detto nel documento riguardante i noduli, non è neanche vero che l'ormone li tiene sempre "sotto controllo": basta chiedere alle tantissime persone che sono state costrette a ricorrere all'operazione, nonostante abbiano preso per anni l'ormone tiroideo. Quindi risulta sempre più veritiero quanto andiamo dicendo da anni : la tiroide è una ghiandola endocrina che, come tutte le altre, fa parte di un sistema globale, che  oggi viene sintetizzato con la sigla P.N.E.I. (sistema psico-neuro-endocrino-immunologico) e, per stare bene, è necessario che tutto il sistema funzioni correttamente. Parlare di tiroide come di un qualcosa a sè stante è molto limitativo, ed è la base per sicuri insuccessi terapeutici. Dire a qualcuno che deve prendere un ormone per tutta la vita è già una cocente sconfitta, in quanto si ammette implicitamente di non essere in grado di curare la ghiandola. Peggio ancora, operarla e asportarla, dopo aver somministrato ormoni  per anni, è una sconfitta ancora più netta e, questo, purtroppo, accade sempre più spesso.  Ma finchè la "medicina classica" continuerà a considerare l'essere umano come una "accozzaglia" di organi e non come un sistema globale omeostatico, quale in realtà esso è, le sconfitte terapeutiche saranno sempre inevitabili. Non ci si può considerare  all'avanguardia dando sempre e a tutti la stessa medicina, per di più per tutta la vita... Nel caso della nostra paziente, possiamo dire che ha ottenuto quanto meno il risultato di eliminare gli ormoni, di ridare la giusta funzione alla sua tiroide e, infine, di tenere "realmente" i noduli sotto controllo. Infatti si può stare sicuri che la tiroide non produca più noduli solo se tutto il sistema omeostatico funziona bene: questo è l'approccio medico ideale ed è questo il modo di operare della Medicina Biologica. E, come detto all’inizio, visto che sono passati esattamente 10 anni dalla prima visita e dalla contemporanea sospensione dell’ormone, desideriamo fare un aggiornamento alla fine del mese di novembre 2013, quando la signora viene in studio per la solita visita annuale di controllo, sentendosi molto bene, e portando analisi della tiroide perfette, con un TSH a 0.96 ed ormoni nella norma, e in più il nodulo a sinistra ulteriormente diminuito a 27x19. Ricordiamo che in quella portata in visione il nodulo era di 32x20, e continuava a crescere nel tempo nonostante eutirox.

Un ipertiroidismo un po’ “resistente”

Ragazza del 1976, viene in prima visita il 21 luglio 2011 con la diagnosi di ipertiroidismo. Non assumeva nessun farmaco ed era decisa a curarsi con la Medicina Biologica. Le analisi del 1 giugno evidenziavano un TSH a 0,01, un FT3 a 2.85 (valori massimi fino a 1.8), ed un FT4 a 7.55 (valori massimi fino a 4.2).  Altre analisi del 20 giugno evidenziavano un TSH sempre a 0,01, un FT3 a 11.3 (valori massimi fino a 6.8), ed un FT4 a 43.5 (valori massimi fino a 22). Messa in cura, torna in visita di controllo nel mese di ottobre con analisi simili alle precedenti, ma dicendo di sentirsi meglio, più tranquilla e senza più diarrea. La rivediamo nell’aprile 2012, con TSH sempre a 0.01, ma con gli ormoni della tiroide scesi ai limiti superiori della norma. Per tutta la restante parte del 2012 e la prima metà del 2013, nonostante un forte stress, gli ormoni non si rialzano, e i sintomi sono sempre sotto controllo.Il passo decisivo è stato fatto con le analisi del 9 ottobre 2013, con il TSH a 0.40 (v.n. a partire da 0.25), ed ormoni decisamente in ordine, con l’FT4 a 10 (v.n. da 7 a 20) e l’FT3 addirittura un po’ sotto i limiti. Questo risultato coincideva, ovviamente, con uno stato di benessere globale della paziente.

Ipotiroidismo

“Ragazzo” del 1984, viene in prima visita il 10 dicembre 2013, con la diagnosi di ipotiroidismo. Nell’aprile 2013 aveva fatto delle analisi per episodi di stanchezza e sudorazioni profuse. Il TSH era risultato a 6.26, per v.n. fino a 4.50. Iniziata subito la terapia ormonale con 50 mcg, i valori non erano scesi granchè, per cui gli avevano aumentato la dose alternando 75 con 50 mcg. Soggetto vegetariano, inizia a curarsi eliminando la quota a 75, restando a 50 tutti i giorni della settimana. Torna in visita di controllo il 17 marzo 2014, con un TSH a 1.860 (v.n. fino a 4.78), per cui dimezziamo la dose a 25 mcg, anche perché avvertiva un netto miglioramento delle condizioni di salute.
Torna in visita nel mese di luglio, con un TSH del 9 giugno a 3.970, per cui passiamo a 12.5 mcg.
Infine, torna in visita medica il 29 settembre 2014 con un TSH a 3.560, e ci dice di essere in perfetta forma, e a quel punto eliminiamo del tutto l’ormone sintetico.
Facciamo notare che il vegetarianesimo, per quanto scelta nobilissima, se fatto male condiziona molto la funzione tiroidea, per cui insegnati ulteriori trucchi per restare vegetariani, ma avere anche una tiroide perfetta.

Ipotiroidismo, struma multi nodulare, edema, ptosi e retrazione palpebrale

Donna di 50 anni, viene in prima visita il 28 dicembre 2011, raccontandoci di aver notato da circa un paio di mesi il calo della palpebra dell’occhio destro, mentre l’occhio sinistro le si era gonfiato, era vitreo e era fuoriuscito dall’orbita. Bisogna precisare che nel mese di dicembre 2010 le era stato diagnosticato un ipotiroidismo, con un TSH a 6.9. In seguito a questo, nel gennaio 2011 le era stato prescritto l’ormone tiroideo, nella quantità di 75 mcg al giorno. Per i sintomi a carico dell’occhio, nel novembre 2011 le erano state fatti diversi esami clinici, Tac compresa, risultati negativi, e le era stato prescritto cortisone sia per via orale che locale, con la conferma dei 75 mcg di ormone tiroideo. Tutto questo non era bastato a far star bene la paziente, al punto che era stata costretta a sospendere l’ormone per via degli effetti collaterali, decidendosi a venire in prima visita il 28 dicembre 2011. Messa in cura con il Metodo Broussais, torna in visita di controllo nel mese di giugno dicendoci di essere stata bene, che entrambi gli occhi andavano bene, e inoltre di non aver più avuto né la solita stanchezza generale, né la forte sonnolenza post-prandiale. Infine, porta in visione le nuove analisi dell’11 giugno, con un TSH perfetto, a 2.55 (v.n. fino a 4.20).

Ipotiroidismo

Paziente donna di 32 anni, viene in visita il 24 gennaio 2008 con la diagnosi di ipotiroidismo. Assumeva, a quel tempo, 25 mcg di ormone tiroideo, ed era arrivata ad assumerne anche 100 mcg nel 2006 + altri 20 mcg di Ti Tre. Come a dire, una tiroide completamente “addormentata” dall’ormone sostitutivo. Anch’essa, come la maggior parte di questi pazienti, lamentava tutta una serie di sintomi, quali freddolosità, stitichezza, stanchezza, gonfiore, sovrappeso, irritabilità, anemia, ecc. Le analisi portate in visione, fatte il 17 dicembre 2007, mostravano un TSH a 4.36 (v.n. fino a 4.00). Messa in cura con la medicina biologica, il TSH rientra subito nella norma (2.77 alle analisi del 12 marzo 2008, sempre per valori normali fino a 4.00). In seguito a queste analisi, scala l’ormone a 12.5 mcg, per poi sospenderlo definitivamente nel mese di giugno 2008. Nelle ultime analisi portate in visione, effettuate il 7 ottobre 2009, il TSH risulta a 2.86 (v.n. fino a 4.00), con ormoni perfetti. Anche come sintomi, stava bene.

Chissà se è tornata a riprendere l’eutirox…

Paziente donna di 39 anni, viene in prima visita l’8 gennaio 2009, scrivendo di suo pugno sulla cartella clinica di “non essere soddisfatta della terapia ormonale per ipotiroidismo”. Per questa patologia, assumeva da un anno l’ormone tiroideo, a vari dosaggi (a quel tempo alternava 50 a 25). Messa in cura con la medicina biologica, scaliamo via via l’ormone, fino a sospenderlo nel mese di aprile 2009 con il TSH a 1.58. La paziente, in vista della successiva visita di controllo di luglio, effettua nuove analisi, di sua spontanea volontà, nel mese di giugno, solo dopo 2 mesi dalla sospensione, per cui troviamo il TSH nella norma, ma ai limiti superiori (5.49 per v.n. fino a 5.50), ma con ormoni tiroidei perfetti. In realtà, la paziente avrebbe dovuto attendere i classici 3-4 mesi che servono alla tiroide per riabilitarsi totalmente. Ricordiamo, infatti, a chi legge che il “TSH” è un ormone dell’ipofisi e significa “ormone di stimolo tiroideo”, per cui è normalissimo che il TSH si alzi subito dopo aver scalato o sospeso l’ormone. Bisogna solo dare alla tiroide il tempo giusto per “allenarsi”. Non abbiamo più rivisto quella paziente. Probabilmente ha rifatto le analisi ed ha trovato tutto perfetto, come accade di solito in questi casi.

Ipertiroidismo, allergia, asma e altro…

Ragazza del 1976, viene in prima visita il 5 agosto 2009, con una diagnosi di ipertiroidismo (TSH a 0.34, per valori normali sopra 0.49 ed anticorpi molto elevati). Inoltre, era ammalata da molti anni di allergia e asma, per le quali assumeva anti-istaminici e cortisone. Infine, aveva da anni una febbricola costante, tutti i giorni. Messasi in cura, è subito sparita la febbricola e le si è regolarizzato il ciclo. Abbiamo fatto l'ultima visita, prima della pubblicazione del caso clinico, nel mese di maggio 2010. L'ipertiroidismo era  guarito già a partire da gennaio, con un TSH a 1.13, confermato da un TSH a 1.14 alle analisi di maggio, con ormoni regolari. Inoltre, durante l'inverno, non aveva più dovuto ricorrere al cortisone...

Un caso gravissimo di ipotiroidismo

Signora del 1959, ci contatta telefonicamente per dirci se potevamo aiutarla per telefono, in attesa di una prima visita, in quanto le era stato riscontrato un ipotiroidismo gravissimo, con il TSH molto alto. Lo facciamo volentieri, in attesa della prima visita  del 1° giugno 2009. In questa occasione, nonostante i consigli che le avevamo dato (però senza conoscerla, né averla visitata), ci porta in visione le analisi del 26 maggio 2009, che mostrano valori pazzeschi: TSH a 97.54 (valori massimi fino a 4.20), FT3 a 0.82 (valori normali da 2.57 a 4.40) ed FT4 a 0.7 (valori normali da 9.3 a 17). Avete letto bene: 0.7, e non 7.0, che già sarebbe comunque stato sotto la norma. Queste analisi erano in assoluta assonanza con lo stato clinico della signora, con stanchezza estrema, freddolosità estrema, acufeni, tachicardia, vertigini, nausea, cefalea, ingrassamento di molti chili, ecc. Anche l’aspetto della faccia era assolutamente da grave ipotiroidismo. Un caso clinico del genere, se seguito con le classiche linee guida, avrebbe meritato almeno 200 mcg di ormone sintetico, se bastava (ovviamente a vita). Noi, invece, decidiamo di partire con soli 25 mcg di ormone. Però eravamo stati troppo ottimisti, per cui siamo passati poi a 75 mcg, spiegandole che in seguito avremmo cercato di riabbassarlo, anche che comunque doveva essere contenta, visto che l’endocrinologia convenzionale gliene avrebbe dato più del doppio, e per sempre. Ma la paziente era estremamente volenterosa e affidabile, per cui ci è stato subito possibile tornare, nell’arco del tempo, prima a 50, poi a 37.5, poi a 25, con il TSH sempre nel range di normalità (1.98 a novembre 2010, 2.410 a dicembre 2011). La signora si sente sempre meglio e nel luglio 2012 abbassa l’ormone a 12.5,  per sospenderlo definitivamente ad agosto. Il 6 dicembre 2012 accompagna una sua amica a fare una visita presso il nostro centro medico, e ci troviamo di fronte ad un’altra persona, neanche lontanamente parente di quella che avevamo visto 3 anni prima. Ci dice non solo di sentirsi molto bene, ma anche di aver perso tutti quei chili presi all’inizio della malattia.

Ipertiroidismo

Signora di 45 anni, nata lo stesso giorno e mese del centro Broussais, il 6 marzo, viene in prima visita il 24 febbraio 2011 con la diagnosi di ipertiroidismo. Infatti, le analisi del 5 febbraio 2011 mostravano un TSH a 0.004, un FT3 a 6.38 (valori massimi fino a 4.2) ed un FT4 a 2.13 (valori massimi fino a 1.76). Tutto questo nonostante si stesse curando con alcuni prodotti naturali e cure omeopatiche.
Il grande medico Rudolf Steiner scrisse il perché con l’andare verso la primavera e l’estate, con il conseguente aumento della luce solare, gli ipertiroidismi tendono a peggiorare. Per questo, non ci siamo meravigliati che i valori degli ormoni sono rimasti stabili alle analisi di maggio 2011. Sapevamo che l’ipertiroidismo necessita di cure profonde, per cui il primo passo importante è stato vedere che i 2 ormoni tiroidei si erano regolarizzati nella visita di novembre 2011. Informiamo sempre i nostri pazienti che quello è il primo, grande obiettivo da raggiungere, che in genere coincide anche con la sparizione dei sintomi. La normalizzazione del TSH è l’ultimo obiettivo, che in questo caso è stato centrato nel mese di novembre 2012, con un valore di 1.62 (per valori normali da 0.4 a 4.0).

Tiroidite e ipotiroidismo

Ragazza del 1981, viene in prima visita il 19 maggio 2010 con la diagnosi di ipotiroidismo, scoperto un anno e mezzo prima, con le analisi del 6 novembre 2008, che mostravano un TSH a 8.425 (valori normali fino a 4.5), con anticorpi anti-TPO a 249 e anticorpi anti-Tireoglobulina a 2252 (valori normali fino a 60). Era stata subito messa in cura con l’ormone tiroideo, prima con 50 e poi con 75 mcg al giorno, ma l’idea di prendere questo ormone per sempre non le piaceva affatto. Così si decise a venire nel nostro centro medico, dove, come al solito, affrontammo il problema  degli anticorpi. Anche questa paziente, come tutti, del resto, ci chiese se gli anticorpi non avessero ormai “mangiato” la sua tiroide. Noi rispondemmo sempre allo stesso modo, e cioè che gli anticorpi altro non sono che un ricordo immunologico, e che contano davvero poco se si è in grado di proteggere la tiroide dal loro attacco. Le dicemmo che avremmo fatto proprio questo, e che avremmo riabilitato la sua tiroide. Pronti via: partiamo! Messa in cura con il Metodo Broussais, iniziamo subito a scalare l’ormone già fin dalla prima visita, e la tiroide, come sempre, risponde alla grande: infatti, le analisi del mese di settembre 2010 mostrano un TSH a 1.437 con ormoni a posto, cosa che ci permette di abbassare ulteriormente l’ormone a 25 mcg. Ci rivediamo nel mese di febbraio 2011 con le nuove analisi del 29 gennaio, che mostravano ormoni a posto ed un TSH a 1.356, la qual cosa ci permette di abbassare ulteriormente l’ormone a 12.5 mcg. La riabilitazione finale della tiroide viene raggiunta nel mese di luglio 2011, con un TSH a 2.669 (valori normali fino a 4.5) ed ormoni come sempre nella norma. Qualcuno si starà ancora chiedendo “e gli anticorpi”? Noi rispondiamo che è un falso problema: si tratta solo di un luogo comune, secondo cui gli anticorpi alti andrebbero a distruggere la tiroide e porterebbero verso un ineluttabile ipotiroidismo, costringendo a prendere l’ormone per tutta la vita. Questo paradigma è assolutamente falso! Lo dimostra non solo questo caso clinico, ma i tanti altri pubblicati nel corso di questi anni.

Noduli tiroidei

Signora di 64 anni, all’epoca della prima visita, avvenuta il 31 ottobre 2012, viene con una diagnosi di noduli tiroidei, diagnosticati circa 2-3 anni prima. L’ecografia portata in visione, del 21 febbraio 2012, evidenzia 3 noduli nel lobo di destra, uno di 14 x 12.7 x 12.6, uno di 10.1 x 8.3 x 8.6 e uno più piccolino sui 4 mm di diametro. A sinistra, invece, il nodulo più grande, di 36.3 x 35 x 22 mm. Messa in cura con il Metodo Broussais, effettua una nuova ecografia il 18 febbraio 2013, che evidenzia a destra sono 2 noduli anziché 3, ma soprattutto la riduzione del grande nodulo di sinistra, che misura 33 x 28 x 20. Risultato molto promettente, dopo solo 3 mesi e mezzo di cura.